Paolo Nissotti, con la consueta maestria e simpatia, ci racconta in questa puntata del ciclo Storie novaresi gli eventi drammatici che condussero alla morte cruenta del conte novarese Giuseppe Prina*, che secondo la tradizione si rese inviso al popolo per aver ricoperto con durezza la carica di Ministro delle Finanze negli anni dell’occupazione napoleonica. 

Quando i Novaresi si ritrovano in compagnia, può darsi che qualcuno del gruppo non si faccia vedere per più volte. Scatta, allora, immancabile la frase: “Ma che fin ch’l’ha fai cul la’? l’avrà mia fai la fin dal povar Prina?” (trad. ma che fine ha fatto Tizio? Non avra’ mica fatto la fine del povero Prina?).

Già, ma chi era il povero Prina? Giuseppe Prina (1766/1814 ) fu un contabile che assurse alla carica di Ministro delle Finanze del Regno d’Italia durante il periodo Napoleonico (nessun altro voleva prendersi una simile incombenza). Il tentativo di far rientrare nelle casse i molti denari spesi dall’Imperatore per le sue Campagne, fu maldestro. Mise tasse e imposte in ogni dove, compresa la tassa sul macinato, cioè sulla farina indispensabile per fabbricare il pane.

Dettaglio della statua di Napoleone realizzata da Benedetto Cacciatori, artista legato a Casa Savoia, per villa Delavo, ora sede del Marengo Museum a Spinetta Marengo (Al)
Dettaglio della statua di Napoleone realizzata da Benedetto Cacciatori, artista legato a Casa Savoia, per villa Delavo, ora sede del Marengo Museum a Spinetta Marengo (Al) – ph. Marcello Calzolari (Archivio fotografico Alexala)

Quando la stella Napoleonica si eclissò, i Milanesi pensarono bene di vendicarsi. Durante la Sommossa delle ombrelle (aprile 2014) lo cercarono in casa (ndr: risiedeva in palazzo Sannazzari a Milano), lo trovarono nascosto nel solaio, lo spogliarono e, nudo, lo gettarono dal primo piano. Già questo salto gli procuro’ diverse ferite e fratture, ma i Milanesi erano veramente esasperati e lo finirono, dopo una brevissima fuga, trafiggendolo con le punte degli ombrelli.

In un vicolo centrale di Novara, una lapide ricorda il luogo di nascita e il funesto evento.

Paolo Nissotti

Nota della redazione: il giudizio sull’operato del piemontese Prina, ancora oggi discusso dagli storici, va calato nel contesto in cui visse e agì. Secondo Paolo Cirri, autore di una biografia dedicata alla figura di Giuseppe Prina, il conte, che fu Ministro delle Finanze prima del Regno di Piemonte-Sardegna (a soli 32 anni), poi della Nazione piemontese, quindi della Repubblica italiana e del Regno italico, adottò una serie di misure che consentirono di risanare i bilanci e, per queste sue capacità, venne scelto da Napoleone. Le tragiche vicende degli anni napoleonici finirono per travolgerlo, decretandone la cruenta fine e condannandolo alla damnatio memoriae.   

Veduta di Novara con il temporale - ph. Giancarlo Parazzoli
Suggestiva veduta di Novara con il temporale – ph. Giancarlo Parazzoli