I Canestrelli biellesi (Canestrèj bielèis), composti da due fragranti cialde al cacao, affini al wafer, che racchiudono uno strato centrale a base di cioccolato, nocciole Piemonte e mandorle, costituiscono una variante dell’omonima tipologia di biscotti diffusa in molte aree piemontesi.Come si legge sul sito internet della storica pasticceria Jeantet, fondata a Biella nel 1949, i canestrelli risultano già menzionati in un manoscritto del 1805 (“Notice sur l’arrondissement de Biella, département de la Sesia“), conservato presso la Biblioteca Reale di Torino, che li descrive come rinomata specialità del territorio biellese, “stimata e inviata in diverse città“.

Un contributo essenziale al successo di questa variante biellese del tradizionale canestrello provenne senz’altro dall’attività artigianale dei fratelli svizzeri Theodory, produttori di cioccolato, che nel 1842 avevano aperto a Biella il “Caffè degli Svizzeri”, in seguito rilevato dalla famiglia Ferrua.

Prodotti sin dal Medioevo con ferri a ganasce muniti di manici per la cottura sul fuoco, i canestrelli devono il nome al disegno delle piastre che, incidendo l’impasto, vi lasciavano un’impronta a graticcio, simile all’intreccio di un canestro in vimini (dal piemontese canëstërlà, fatto a forma di graticolato).

La vasta produzione dolciaria di Biella comprende, oltre ai rinomati canestrelli, molte altre specialità, magari meno conosciute, ma altrettanto meritevoli d’essere apprezzate e valorizzate.

Ne segnaliamo alcune: il Pan d’Oropa, dolce da forno a base di cacao, creato nel 1935 con l’idea di fornire ai soldati di stanza in Etiopia un prodotto che potesse resistere alle difficoltà del viaggio e che, nel contempo, portasse con sé il ricordo della Madonna Nera venerata al santuario di Oropa; i Tigrini – nome derivato dalla forma, ispirata a una zampa di tigre stilizzata – lanciati nei primi anni del secondo dopoguerra e costituiti da un doppio cialdino ricoperto di cioccolato fondente con all’interno una morbida pasta aromatizzata al rhum e l’aggiunta di nocciole e mandorle; le Cupole d’Oropa, ideate dalla pasticceria Jeantet e composte da un cuore morbido al rhum ricoperto da una cupola di cioccolato fondente; infine, la torta del Buscajet, specialità originaria di Gaglianico a base di semolino, burro, uova, uvetta e amaretti, che trae il nome dalla consuetudine, seguita dalla massaie del luogo che si recavano nei forni comunitari per la cottura dei loro prodotti, di inserire nella superficie dell’impasto, con la funzione di segni di riconoscimento, alcuni rametti di legno di forma diversa, chiamati appunto “boscajet“.

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