Il Piemonte è risaputo che sia terra di castelli e manieri, infatti in quasi tutti i suoi comuni se ne trova traccia. Paradossalmente nelle sue città più importanti è difficile poter visitare il castello cittadino o ciò che ne rimane. A Novara, invece, dopo anni di lavori non ancora del tutto conclusi, è stato possibile visitare il castello che si affaccia nella centrale piazza Martiri, dove si trova il celeberrimo Teatro Coccia. In occasione della “Giornata internazionale delle Guide Turistiche” del 21 febbraio infatti è stato possibile, accompagnati da guide locali e col supporto degli studenti degli istituti superiori novaresi, varcare il portone ed ammirare la fortezza un tempo tra le più munite del Piemonte.

Castello di Novara - dettaglio della tessitura muraria
Castello di Novara – dettaglio della tessitura muraria con monofora e bifora

La storia

I recenti ritrovamenti archeologici nel corso dei lavori di restauro hanno fatto luce sulle origini dell’area del castello facendo emergere enormi muri di fondazione romani di epoca imperiale che colpiscono per la raffinatezza e solidità di costruzione realizzata con la tecnica dell’opus incertum e l’utilizzo di ciottoli della Sesia. Sovrapposte a queste sono emerse mura di epoca altomedioevale e tracce di una chiesa. Ma per trovare le origini documentate della struttura bisogna aspettare il XIII secolo quando Francesco Torriani, signore di Milano, fece costruire in un angolo della già poderosa cinta muraria una torre con relative fortificazioni, come centro del potere politico della città. E’ questo il primo nucleo del maniero.

Castello di Novara - i muri di fondazione d'epoca romana imperiale 
Castello di Novara – i muri di fondazione d’epoca romana imperiale

Pochi anni più tardi il complesso passò nelle mani della famiglia Visconti che lo amplierà e riplasmerà in base alle nuove esigenze. Novara a questo punto è parte integrante e fondamentale dello Stato di Milano e ha una funzione strategica importante. Ma sarà con il passaggio della signoria dai Visconti agli Sforza che il castello assumerà l’aspetto che ancor oggi in larga parte mantiene. Il muro imponente di rafforzamento, la cosiddetta ghirlanda, viene costruito in questo periodo e lo stemma ducale in marmo con l’iscrizione in ricordo di Galeazzo Maria Sforza viene fatto porre dalla vedova di quest’ultimo, nel 1476, anno del suo assassinio. Ancor oggi, seppur degradato, all’ingresso verso piazza Martiri l’imponente stemma colpisce il moderno visitatore.

Castello di Novara - il fossato esterno
Castello di Novara – il fossato esterno

In epoca di dominazione spagnola sul Ducato vengono eseguiti mastodontici lavori di fortificazione che ne fanno una delle piazzeforti meglio difese al confine degli stati milanesi con i domini sabaudi. Diviene così il maniero sede centrale di comando di un intricato sistema di bastioni e di rivellini. Ma tutti questi lavori risulteranno in realtà inutili alla luce delle nuove tecniche di guerra. Con il passaggio infine del novarese allo Stato Sabaudo, il castello perde definitivamente il suo ruolo di fortilizio e si incominciò a pensare di rendere pubblico passeggio la zona dei bastioni.

Durante il regno napoleonico si spostò dal palazzo pretorio al suo interno il carcere unito al carcere militare. Questo comportò lo snaturamento della struttura e l’abbattimento delle torri e di molti spazi interni. Il dibattito si accese in città alla fine del XIX secolo tra coloro che vedevano nel castello un edificio senza pregio alcuno e da demolire per favorire lo sviluppo “borghese” della città in rapida crescita e chi al contrario ne vedeva le qualità e proponeva di farne oggetto del restauro per ospitare il palazzo comunale, edifici pubblici o scuole. Fatto sta che fino al 1973 ospitò il carcere fin alla trasferimento dello stesso alla Bicocca. Dagli anni ottanta passato sotto gestione del Comune si iniziò a pensare ad un suo restauro e si abbatterono le strutture otto-novecentesche di poco pregio. Agli inizi del nuovo millennio infine sono iniziati i lavori di restauro dell’edifici in grave ed evidente stato di degrado che sono ancora in corso.

Castello di Novara - la nuova torre e il cortile interno
Castello di Novara – la nuova torre e il cortile interno

La visita

Sopra all’ingresso sulla piazza si erge la nuova torre in laterizio padano che ha suscitato non poche polemiche. La torre che si apre e regala una vista sulla città risulta di stile contemporaneo e lascia delusi gli occhi di chi si immagina un castello come un fortilizio medioevale fatto di merlature, feritoie e austere decorazioni. La scelta optata per il restauro in linea con gli attuali metodi è quella di non creare un falso storico ma al contrario di “segnalare” gli interventi contemporanei utilizzando il mattone ma con uno stile nuovo che può risultare spesso asettico e solo “funzionale”.

Castello di Novara - dettaglio del percorso archeologico sotterraneo
Castello di Novara – dettaglio del percorso archeologico sotterraneo

Ma la vista è poi subito rinfrancata dalla visita dei locali posti sotto il piano di calpestio dove si possono ammirare i ritrovamenti archeologici da poco restaurati. Qui le spesse e forti mura romane e i successivi aggiustamenti emergono dai sotterranei regalando la vista della Novaria municipio imperiale. Il tutto è inglobato in una struttura destinata a ospitare in ampi e  luminosi locali le collezioni archeologiche cittadine.

Castello di Novara - dettaglio delle sale interne con il pregevole pavimento in cotto e serramenti d'epoca
Castello di Novara – dettaglio degli spazi interni con il pregevole pavimento in cotto e i serramenti d’epoca

Sopra si accede poi nella struttura carceraria vera e propria oggi funzionalizzata come  spazio espositivo e ben restaurata con pavimenti in cotto e serramenti d’epoca. Si arriva così tramite ampi spazi alla sala che tradisce il suo aspetto di residenza rinascimentale, con tracce di affresco e di bifore che ricordano quasi il Castello Sforzesco di Milano. In questa sala poi ridotta a cella vi “soggiornò” tra gli altri come ospite del penitenziario Claretta Petacci, l’amante di Mussolini.

Castello di Novara - veduta del cortile interno
Castello di Novara – veduta del cortile interno

La vista sull’ampio cortile regala una visione d’insieme delle varie fasi costruttive del castello, in un susseguirsi di strutte di epoche e con funzioni diverse caratterizzate però dal rosso vivo del mattone. Uscendo infine non si può non notare il fossato profondo e buii che ricorda questo sì, il fortilizio e l’imponenza delle strutture militari. Se il restauro sarà portato a termine entro i tempi previsti dopo già i numerosi ritardi si potrà quindi godere in centro, magari con una Piazza Martiri pedonalizzata, di un ampio spazio culturale e museale degno di una città importante.

Testo di François Dellarole e foto di Katia Ceretti

Castello di Novara - la torre nuova d'ingresso e le strutture antiche
Castello di Novara – la torre nuova d’ingresso e le strutture antiche