di Milo Julini

Ausonio Liberi è autore di vari libri, quasi tutti di carattere giudiziario: resoconti di clamorosi processi e romanzi. L’analisi più accurata dei romanzi di Liberi è stata condotta da Maurizio Pistelli, autore del libro “Un secolo in giallo. Storia del poliziesco italiano” (Roma, 2006).

Ausonio Liberi

Secondo Pistelli, Liberi appare come un seguace di Francesco Mastriani (Napoli, 1819 – 1891) perché asseconda il «consolidato interesse del pubblico per la descrizione delle tentacolari società urbane» e il «fascino morboso sempre emanato da trame dense di delitti e intrighi mozzafiato».

Romanzi di questo filone di Liberi sono I Misteri di Torino (1880), Il ventre di Torino (1880) e Le ragazze di Torino (1885 e 1886).

Un secondo filone di Giustina, individuato da Pistelli, è quello del “romanzo giudiziario”, ispirato dai libri del francese Émile Gaboriau (1832-1873), dove il lettore conosce il colpevole e concentra la sua attenzione sulle indagini condotte dall’autorità giudiziaria per chiarire il movente e l’esecuzione del crimine. Il “romanzo giudiziario” trova in Liberi un insigne rappresentante, come direttore del giornale “Cronaca dei Tribunali” e autore di due romanzi di questo genere, L’agente segreto (1877) e Il processo Lampi (1889).

Al pari dei suoi periodici, anche i libri di Ausonio Liberi sono di difficile reperimento nelle biblioteche. Augurandoci di salvare dall’oblio almeno il loro ricordo, elenchiamo le sue opere:

L’agente segreto – romanzo storico-giudiziario (Torino, Luigi Mattirolo, 1877).

‘L cit d’ Vanchija – romanzo giudiziario (Torino, G. Candeletti, 1878).

Pubblicato inizialmente sul giornale “‘L Bougianen” (apparso nel 1878 e presente ancora nel 1890), evoca nel titolo Antonio Bruno, detto ël Cit ëd Vanchija, ladro imprendibile di sicuro richiamo perché nel 1872 si è concluso il clamoroso processo ai suoi numerosi complici. Il romanzo narra però lo scandalo Curletti del 1861 (Filippo Curletti, delegato della questura di Torino, risulta essere il capo di una banda di malfattori!). Liberi mescola notizie della cronaca giudiziaria del caso Curletti con elementi derivanti da altri fatti di cronaca nera. Ël Cit ëd Vanchija sarebbe stato un allievo alla scuola criminale di Curletti.

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La tragedia di via Lagrange – Processo Giovanni Pipino (Torino, G. Candeletti, 1878).

È il resoconto giudiziario del clamoroso processo a Giovanni Pipino, accusato di un duplice efferato omicidio a scopo di rapina, celebrato in Corte d’Assise a Torino nel dicembre 1878.

Il ghetto – romanzo storico-sociale (Torino, D. Fino, 1880).

I misteri di Torino – romanzo sociale (Torino, Romanziere Popolare, 1880).

Ausonio Liberi lo aveva iniziato nel 1877, sulla “Gazzetta dei Tribunali”, come precedentemente accennato. È un modestissimo collage di fatti di cronaca nera rielaborati, fra i quali la storia dello scandalo Curletti è ripresa, talora integralmente, dal precedente romanzo ‘L cit d’ Vanchija. Nel contempo si sente chiaramente l’esaltazione acritica del periodo risorgimentale torinese.

Il ventre di Torino – rivelazioni – romanzo sociale (Torino, D. Fino, 1880).

Palazzo Madama – romanzo illustrato (Torino, Edizione del Romanziere popolare, 1880).

Le ragazze di Torino – romanzo storico sociale

Di questo libro sono presenti due edizioni: una edita da G. Candeletti (Torino, 1885) e una seconda da D. Fino (Torino, 1886).

Il processo Lampi – Romanzo storico giudiziario (Torino, G. Candeletti, 1889).

A giudizio di Pistelli, rappresenta un vero “romanzo giudiziario”: Liberi, nella prima parte, descrive la conclusione di un processo contro un aristocratico, incolpato di aver fatto  internare in manicomio la moglie, con mezzi illeciti e in complicità con l’amante; nella seconda, analizza le circostanze che hanno motivato questo crimine.

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I drammi del martello – Note giudiziarie (Torino, Tip. Origlia, Festa e C., 1901).

Serie a dispense, dove Liberi pubblica resoconti, ripresi dalle pagine della “Cronaca dei Tribunali”, rielaborati ed esposti con stile narrativo assai curato.

Ausonio Liberi

Il processo Don Longo, Don Riva, suor Fumagalli e C. Note storiche giudiziarie  (Milano, Lombardi, Muletti e C., 1908) .

È il resoconto giudiziario di un clamoroso processo, celebrato a Milano nel 1908 contro due sacerdoti torinesi, don Giovanni Riva e don Giuseppe Longo accusati di gravi abusi su bambine ospitate dall’Asilo delle Consolate di Milano, diretto dalla sedicente suora Giuseppina Fumagalli.

Il biennio 1907-1908 è caratterizzato da campagne di stampa dai toni fortemente anticlericali, spesso sollevate ad arte, per accusare istituti religiosi in varie zone di Italia.

Le recluse del convento (Milano, Soc. Ed. A. Lombardi e C., 1909).

Scritto di matrice anticlericale, in sintonia con il precedente.

Caso di ultraventenne querulomania. Spunti storici e polemici sugli opuscoli ed articoli di Emilio Garibaldi (Pinerolo, Tip. Sociale, 1914).

Ricordiamo infine che Ausonio Liberi è autore della prefazione al libro di Oreste Mosca, L’emigrazione italiana al Brasile essenzialmente negli Stati di S. Paolo e Parà (Torino, Origlia, Festa e C., 1897).

(fine della seconda parte – continua)