di Paolo Barosso 

Tra gli scrigni d’arte che impreziosiscono il nucleo storico di Moncalieri, che si sviluppò nel Duecento dall’aggregazione di villaggi preesistenti su un’altura dominante il corso del Po (già sede di uno stanziamento longobardo), risalta la chiesa Collegiata di Santa Maria della Scala, eretta tra XIII e XIV secolo in forme romanico-gotiche (dai documenti risulta completata nel 1330).

La bella facciata trecentesca della Collegiata di Santa Maria della Scala, in parte alterata dalle aggiunte ottocentesche del rosone in luogo dell’originaria trifora e della scalinata d’accesso in pietra che sostituì la gradinata ricurva in cotto medioevale

Nella cappella sita al fondo della navata sinistra della chiesa, sotto una grande tela di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, è custodita l’urna d’argento con le reliquie di un nobile germanico, Bernardo di Baden (1428-1458), il cui culto in forma locale ottenne un primo riconoscimento solo nel 1769 da papa Clemente XIV, che sancì con notevole ritardo una plurisecolare devozione popolare nei suoi confronti. Nel contempo il giovane principe venne proclamato patrono del Granducato di Baden, della diocesi di Friburgo e delle città di Vic in Francia e Moncalieri in Piemonte, località in cui Bernardo morì appena trentenne nel 1458 e che lo festeggia ogni anno nel giorno della sua memoria, il 15 luglio (data della morte).

Vetrata dipinta con la figura del beato Bernardo di Baden, sita nella cappella del Santissimo Sacramento, l’unica parte della chiesa che conserva la decorazione parietale neo-gotica rimossa dai restauri del 1963-68

Nato nel 1428 nel castello di Hohenbaden da Giacomo I, margravio di Baden-Baden, antico Stato germanico, e da Caterina di Lorena, Bernardo venne avviato sin da piccolo alla vita militare, ma vi rinunciò, preferendo ben presto la carriera diplomatica, più confacente alla sua indole, all’esercizio dell’ars bellica, cui peraltro diede il proprio contributo partecipando sotto la guida di Francesco Sforza alla difesa di Milano dall’assalto dei Veneziani e nel 1447 alla campagna per liberare l’Alsazia dalle bande di predoni che la infestavano.

Il giovane, rampollo d’una famiglia imparentata con gli Asburgo, ricevette un’educazione prestigiosa alla corte di Renato d’Angiò, ponendo poi le competenze acquisite in ambito politico-diplomatico al servizio dell’imperatore Federico III, che ne apprezzava in particolare le doti di mediatore di cui diede prova in più occasioni intervenendo in delicate trattative internazionali e nella definizione di controversie tra principi tedeschi (nel 1455 venne incaricato dall’imperatore Federico III di trattare la pace con Federico I del Palatinato della casa di Wittelsbach, che era tra l’altro imparentato con i Savoia, essendo figlio di Matilde di Savoia).

Veduta del castello di Hohenbaden nei pressi di Baden-Baden come si presenta oggi (tratto da www.schloesser-und-gaerten.de)

Nel 1454 rinunciò quindi, seppure temporaneamente (per dieci anni), al titolo di margravio (markgraf), posizione corrispondente nell’aristocrazia tedesca a quella di marchio (marchese), e a un terzo del patrimonio di famiglia, affidando la Reggenza dello Stato al fratello Carlo, per potersi dedicare a tempo pieno al servizio per cui si sentiva portato, quello di diplomatico impegnato in missioni di pace, che concepiva come una vera e propria vocazione legata alla sua profonda fede cristiana. L’intensa attività diplomatica fu probabilmente l’ostacolo principale che vanificò i progetti matrimoniali, dato che la promessa di matrimonio con Maddalena di Francia, figlia del re di Francia Carlo VII detto il Vittorioso o anche il Ben-Servito, non ebbe mai seguito.

Proprio nell’assolvimento dei doveri legati a una missione di alto valore politico di cui era stato investito dall’imperatore, la raccolta di fondi e la ricerca di alleati per la formazione di una lega di principi europei in funzione anti-ottomana all’indomani della caduta di Costantinopoli in mano islamica (maggio 1453), il giovane Bernardo venne contagiato dalla peste mentre si trovava a Genova, impegnato nelle difficili trattative per sancire un’alleanza tra flotta genovese e veneziana contro i Turchi.

Veduta della navata centrale e dell’area absidale della Collegiata, riplasmata nel Settecento, con la grande tela tardo-barocca di Claudio Francesco Beaumont che domina il centro del presbiterio

Durante il viaggio di rientro in patria, giunto in Piemonte alle porte di Moncalieri, ebbe un crollo fisico, venendo accolto e assistito dai frati francescani del locale convento, dove spirò il 15 luglio 1548, dispensando già nel giorno del suo funerale, celebrato nella città piemontese, una guarigione miracolosa in favore di un giovane moncalierese afflitto da una patologia invalidante agli arti inferiori. Da quel momento in avanti si susseguirono guarigioni ritenute prodigiose, tutte documentate e suffragate da testimonianze, che valsero al nobile tedesco la devozione dei Moncalieresi, e non solo, impegnando i discendenti della famiglia nel compito di promuoverne la canonizzazione (la prima relazione sui miracoli risale al 1478, redatta per volere di Jolanda di Valois, vedova di Amedeo IX di Savoia).

Dopo la proclamazione a unico patrono della città di Moncalieri, decretata nel 1728, e l’autorizzazione del culto in forma locale nel 1769, il recente riconoscimento delle virtù eroiche di Bernardo, avvenuto nel 2017, rappresenta un passo in avanti verso la canonizzazione.

Scorcio del borgo antico di Moncalieri con l’inconfondibile profilo trecentesco della Collegiata di Santa Maria della Scala

Moncalieri, importante e popolosa città alle porte di Torino, profondamente legata alle vicende della dinastia sabauda (sin dal giuramento di fedeltà del Consiglio cittadino al conte di Savoia Amedeo V nel 1286), può quindi vantarsi di avere come protettore e patrono un laico di nobili origini, un principe di stirpe germanica.

Per custodire i resti mortali di Bernardo di Baden nel 1749 venne commissionata all’orafo di corte sabauda Michele Antonio Vernoni la realizzazione dell’urna d’argento che, originariamente collocata sotto la mensa dell’altar maggiore della Collegiata di Santa Maria della Scala, è oggi visibile al fondo della navata sinistra, accanto a un vetrina che espone altre reliquie del principe tedesco, tra cui parte degli abiti originali (camicia, cilicio, casacca con cappuccio).

Attorno alla devozione per il beato Bernardo, che culmina nel giorno della memoria liturgica, il 15 luglio, con l’urna d’argento portata in processione per le vie della città sino alla nuova parrocchiale a lui dedicata in Borgo Aie di Moncalieri (inaugurata nel 1964), ruotano una serie di manifestazioni a carattere sia folcloristico che di rievocazione storica, molto sentite dalla popolazione.

Tutte le foto pubblicate sono di Paolo Barosso salvo la terza a partire dall’alto, riferita al castello di Hohenbaden 

Note bibliografiche:

AA. VV., Tesori del Piemonte: Guida-ritratto di Moncalieri, Editris ed., 2007, Torino

www.beatobernardo.com

www.santiebeati.it