di Arconte

Torniamo a parlare di minorenni devianti torinesi, già considerati in passato, in un articolo del 27 giugno 2017.

Lo facciamo affidandoci alle scarne e concise indicazioni della Sentenza della Corte d’Assise di Torino del 13 marzo 1872 che giudica Pietro Paolo Ravassa, di anni 21, nato a Settimo Torinese, residente a Torino, detto Seto, detenuto dal 13 luglio 1870; Vincenzo Travaglio, detto Cens mal a le gambe, di anni 19, da Torino, detenuto dal 24 settembre 1870 e Luigia Rolle, residente a Torino dove è nata il 22 marzo 1849, detenuta dal 22 febbraio 1870.

Uno dei due accusati è indicato come appena maggiorenne e la ragazza sta per compiere 23 anni.

Ravassa e Travaglio sono accusati di un furto, commesso nella sera del 19 febbraio 1870, a Torino, nell’abitazione del Maggior Generale Alessandro Rebaudengo dove hanno rubato cinque bottoni d’oro, una spilla ed un piccolo obice pure d’oro del valore dichiarato di lire 180 circa. Sono entrati dopo aver forzato la porta di entrata e per questo motivo il furto è qualificato (cioè aggravato) per il mezzo oltre che per il tempo (perché commesso di sera).

Tutti i tre giovani sono accusati di furto nella sera del 21 febbraio 1870 in Torino nella casa di abitazione dell’ingegner Pompeo Vandero dove hanno rubato sette cartelle del debito pubblico del Regno d’Italia della rendita complessiva di lire 950 e diversi oggetti d’oro e d’argento del valore dichiarato di lire 260. Anche questa volta hanno forzato la porta d’ingresso e ancora un burò e una cassetta, così il furto risulta aggravato per il valore della refurtiva oltre che per il tempo e il mezzo.

Non abbiamo notizie sulle indagini condotte ma, sulla base delle date di arresto, si può verosimilmente ritenere che Luigia Rolle sia stata fermata già il giorno seguente al furto all’ingegner Vandero e trovata in possesso di parte degli oggetti rubati. I due giovani sono stati invece catturati a luglio e a settembre non sappiamo se grazie a rivelazioni della Luigia Rolle.

Il processo viene celebrato alla Corte d’Assise di Torino nel 1872, nel mese di marzo. Dopo il dibattimento, secondo i giurati, Ravassa e Travaglio sono colpevoli dei due furti doppiamente qualificati per tempo e mezzo. Rolle Luigia viene dichiarata soltanto colpevole di ricettazione di parte degli oggetti del furto a Pompeo Vandero, senza un accordo con i ladri precedente al furto.

Per la condanna occorre anche tenere presente che Ravassa e Travaglio sono recidivi perché già condannati al carcere per un tempo non minore di un anno. Inoltre al tempo del reato, nel 1870, Vincenzo Travaglio e Luigia Rolle erano minori degli anni 21 e maggiori dei 18.

A Luigia Rolle sono concesse le attenuanti.

Così con sentenza del 13 marzo 1872, Pietro Paolo Ravassa e Vincenzo Travaglio sono condannati alla reclusione, Ravassa per anni 10, Travaglio per anni 7, e scontata la pena alla sorveglianza della Polizia per anni 5 (Ravassa) e per anni 3 (Travaglio). Luigia Rolle è condannata al carcere per 6 anni. Tutti tre alle spese processuali e a indennizzare i derubati ai quali vengono restituiti gli oggetti sequestrati.

La sentenza ci informa ancora di una riduzione di pena di 6 mesi, concessa a Ravassa per amnistia, con declaratoria del 5 ottobre 1882.

La seconda vicenda che coinvolge giovani devianti la leggiamo invece nella Cronaca Nera della «Gazzetta Piemontese» di lunedì 20 gennaio 1873:

In principio dell’anno certo D… E…, d’anni 18, studente in legge si querelava all’ufficio di Questura di essere stato aggredito da alcuni mariuoli e derubato dell’orologio e di un portamonete in via Bertola. L’autorità di pubblica sicurezza cercò di fare indagini per lo scoprimento dei colpevoli, ma sempre inutilmente, perché le informazioni del D… sembravano troppo vaghe e quasi insussistenti.

Ora indovinate cosa è successo: lo studente fu messo ieri in gabbia per furto commesso giorni sono a Torino, ed ha confessato che l’aggressione non è mai esistita, e che la sua fu una pura simulazione per scroccar denaro alla madre. – Scusate se è poco!

Le marachelle degli studenti universitari per carpire denaro alla famiglia e ai parenti sono al tempo note e rappresentano il tema di molte vignette umoristiche disegnate da Casimiro Teja per il settimanale «Pasquino» ma questo giovanotto ha decisamente esagerato!

Il giorno seguente la «Gazzetta Piemontese» pubblica in Cronaca Nera una notizia che riguarda due giovani malfattori:

Stanotte furono scoperti ed arrestati dalla sezione di Borgo Dora N… Vittorio, d’anni 19, e  G… Giuseppe, d’anni 18, entrambi selciatori, siccome autori d’una grassazione commessa ieri l’altra notte in Borgo San Donato (G. P., 21 gennaio 1873).

Premesso che il selciatore è l’operaio specializzato nella pavimentazione di strade e piazze con lastre di pietra, facciamo conoscenza con questi giovani grassatori, grazie alla sentenza della Corte d’Assise di Torino. Sono Vittorio Noè, nato ad Avigliana il 1° maggio 1853, residente a Torino, selciatore e Giuseppe Antonio Goitre, nato a Rivoli il 13 febbraio 1852, residente a Torino, selciatore, entrambe detenuti dal 21 gennaio 1873.

Scorcio d’epoca di via San Donato

Sono accusati di una rapina commessa con violenza nella sera del 19 gennaio 1873 in Borgo San Donato a danno di Giovanni Chambraud, derubato di un orologio del valore di 5 lire. Orologio che viene trovato in loro possesso e che certo costituisce una prova schiacciante al processo nel giugno dello stesso anno, in Corte d’Assise, dove secondo il verdetto dei giurati, Noè è giudicato colpevole di complicità necessaria nella grassazione e Goitre l’autore principale. Va considerato che quando commettevano il reato, Noè e Goitre avevano compiuto i 18 anni ma non ancora i 21.

Con sentenza del 25 giugno 1873, i due sono condannati alla reclusione per 10 anni più 5 anni di sorveglianza della Polizia e si ordina la restituzione dell’orologio al legittimo proprietario.

Le sentenze della Corte di Assise di Torino consentono di conoscere l’aspetto repressivo di alcune realtà della devianza giovanile nella nostra città anche se dei nostri protagonisti, più che la condanna, vorremmo conoscere i momenti successivi della loro esistenza.