In posizione dominante sull’antica capitale sabauda, a 670 metri d’altezza, l’imponente Basilica di Superga appartiene alla storia del Piemonte perché si ricollega alla vittoria del 7 settembre 1706 contro gli assedianti francesi. La tradizione vuole che qui, di fronte ad una piccola cappella dedicata a Santa Maria sub pergolam (da cui alcuni fanno derivare l’attuale topononimo Superga), l’allora duca Vittorio Amedeo II, salito al colle insieme con il cugino principe Eugenio di Savoia-Soissons, si fosse inginocchiato, facendo voto alla Madonna di erigere in questo punto un tempio in suo onore, qualora Torino fosse stata liberata dalla minaccia nemica.

Torino vista da Superga
Torino vista da Superga

La prima pietra della Basilica, disegnata da Filippo Juvarra e definita “la più nobile fabbrica a simmetria centrale di tutta l’età barocca“, venne posta nel 1717 mentre la costruzione fu ultimata nel 1731, al tempo di Carlo Emanuele III. L’alta cupola di 65 metri affiancata dai due campanili domina il piazzale, ricavato dallo spianamento della cima del colle, ma non è soltanto quello che si vede in superficie a suscitare interesse perché nel grembo della Basilica, al di sotto della chiesa, si trova il sepolcreto dinastico di casa Savoia, destinato a sostituire i precedenti luoghi che la dinastia aveva scelto come ultima dimora dei propri membri (tra questi, la Cattedrale di Saint-Jean-de-Maurienne, l’abbazia di Hautecombe, il Santuario di Vicoforte, la Sacra di San Michele).

Segue testo di Alessandro Rigitano (fonte: www.crocereale.it)

La Basilica di Superga è conosciuta da tutti i torinesi, si impone da una delle colline più alte della città, è visibile da ogni parte di Torino ed è stata luogo, purtroppo, di una delle più grandi stragi che il traffico aereo e il mondo sportivo abbiano mai conosciuto: lo schianto del Grande Torino. La storia della Basilica è nota, Vittorio Amedeo II la fece erigere in adempimento del voto fatto alla Madonna in seguito alla guerra franco-piemontese del 1706, vinta dall’esercito sabaudo. Sotto Superga, però, c’è di più perché Filippo Juvarra non si fermò al progetto della chiesa: sotto la pianta a croce latina era prevista una cripta che ricalcasse la forma del tempio in cui far riposare per l’ eternità i componenti di casa Savoia (e lui stesso poiché credeva Superga il suo capolavoro).

Sepolcreto dinastico nella cripta di Superga
Sepolcreto dinastico nella cripta di Superga

Juvarra morì, e non riuscì a completare il progetto che fu però concluso da uno dei suoi nipoti: Francesco Martinez. Oggi il sito è visitabile con un tour guidato di 45 minuti a costi contenuti (5 Euro), che illustra le bellezze che questo luogo nasconde. Oltre a custodire le spoglie dei Re Vittorio Emanuele I di Savoia (1759-1824), Vittorio Amedeo III di Savoia (1726-1796), Carlo Alberto di Savoia (1798-1849), si possono trovare le reliquie delle Regine consorti, di vari Duchi della casata, dei figli deceduti prematuramente e la tomba di Amedeo Ferdinando Maria di Savoia, Re di Spagna dal 1870 al 1873, figlio del primo Re d’ Italia, Vittorio Emanuele II, capostipite del ramo dei Savoia-Aosta. A Superga non ci sono le spoglie dei primi due re d’ Italia (Umberto I e suo padre), che sono conservate a Roma, e degli ultimi due, Vittorio Emanuele III (sepolto ad Alessandria D’Egitto), ed Umberto II (che riposa ad Altacomba in Savoia), ed è per questo motivo che il centro della cripta è ancora occupata da Carlo Alberto: infatti la tomba centrale era destinata all’ultimo Re, ma essendosi compiuta l’ unità nazionale, il trono di Re di Sardegna si è estinto, e quindi rimasto occupato dall’ultimo regnate, per l’ appunto Carlo Alberto. 

La cupola della Basilica
La cupola della Basilica

Riposa qui invece la moglie del primo Re d’ Italia, Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena (che morì prima che potesse diventare regina), e la consorte del Re di Portogallo, Maria Pia di Savoia. Oltre a importanti defunti alle “Tombe reali” si può osservare la stanza dei Papi: ovvero una sala in cui sono dipinti a mano tutti i Vescovi di Roma della cristianità da Pietro a Francesco, ed è l’ unica esposizione al mondo di questo tipo anche perché sempre aggiornata. Prima di entrare nella cripta un altro capolavoro ci si porge davanti, una statua in marmo bianco di Carrara eretta da un allievo del Canova, (lo si nota anche dallo stile abbastanza simile) Carlo Finelli, che rappresenta l’ arcangelo Michele che sconfigge il demonio. Re, Regine, Juvarra, Finelli, Martinez, storia: tutti motivi per poter affermare che sotto Superga c’è di più!

Alessandro Rigitano