di Milo Julini

Ultimamente abbiamo incontrato il regista Victor Vegan dinanzi alla sede dell’Internazionale Club Torino che era ubicata nel 1891 in uno dei piani di via Po 11.

Di recente, Victor ha dedicato a storie del calcio ben tre film: “Firmamento Nerostellato”, “Da dove tutto ebbe inizio-il documentario” e “Da dove tutto ebbe inizio-il docufilm” mentre oggi è impegnato nella realizzazione di un film per la pace tra le religioni.

Herbert Kilpin

Così Victor descrive gli inizi del calcio torinese: «Posso dire con certezza, da mie accurate ricerche documentate, che la sede iniziale era in piazza Solferino n.11 ma quella operativa diventò presto via Po 11: fu proprio questa la location della sede della prima squadra semi-professionale, l’Internazionale Club Torino.

Questo stabile ospitò per ben 9 anni, dal 1891 al 1899, i primi eroi di questa nuova disciplina chiamata “Football”, sotto la guida dell’inglese Herbert Kilpin».

Abbiamo chiesto a Victor di delineare questo personaggio.

«Herbert Kilpin nacque a Nottingham, il 24 gennaio di 148 anni fa. Si trasferì a Torino per lavorare con l’amico svizzero, ed italiano d’adozione, Edoardo Bosio, primo pioniere assoluto del football.

Il contributo di Kilpin fu importantissimo visto che da giornali d’epoca possiamo capire che senza il suo apporto e senza le regole ufficiali da lui conosciute, il calcio italiano non sarebbe nato.

Nicolò Maimone interpreta Kilpin nel film “Da dove tutto ebbe inizio”

Riuscì a realizzare, tramite la fusione dei due club dilettantistici precedenti ovvero il Football Club & Cricket Torino (1887) e la Nobili Torino (1889), la fondazione della prima squadra amatoriale, l’Internazionale Torino, l’ufficiale antenata del F.C. Torino 1906. I colori erano il bianconero, il granata e l’arancionero che fu poi scelto come maglia ufficiale.

La figura di Kilpin – prosegue Victor – è troppo importante nel panorama storico del football italiano. Ritengo che i tifosi di qualsiasi squadra lo debbano ringraziare perché è stato il vero fautore di questo sport, visto che riuscì a dare quella spinta accattivante che lo portò pian piano a coinvolgere le folle e a fare del calcio lo sport più seguito, a Torino ed in Italia».

Ultimamente la figura di Kilpin è stata riscoperta, a Nottingham in suo onore hanno aperto vari pub ed una linea di autobus mentre lo scorso 22 ottobre, nel giorno commemorativo della sua dipartita, avvenuta nel 1916, lo stesso Victor è stato invitato a partecipare alla posa di una targa commemorativa nella città della sua nascita.

 

Interno cortile di via Po 11, prima sede dell’Internazionale Club Torino

A Kilpin, che ha introdotto le regole dell’autentico football britannico, sono stati dedicati di recente libri e film.

Fabrizio Turco e Vincenzo Savasta, scrupolosi autori del libro “Il calcio dimenticato”, hanno definito l’opera di Kilpin una «rivoluzione copernicana» per questo sport in Italia.

Robert Nieri ha scritto “Il Lord of Milan” e ha co-prodotto un documentario dallo stesso nome insieme a Jared Wilson, dedicato principalmente ai suoi anni milanesi.

Fu infatti Kilpin a fondare il Milan Football & Cricket Club nel 1899 e grande merito va al milanese Luigi La Rocca, storico ed appassionato di calcio e del Milan, per essere riuscito a ritrovare la sua tomba e ad ottenere che le sue spoglie fossero inumate al Cimitero Monumentale di Milano e a riuscire ad onorarlo maggiormente facendo incidere il suo nome nel Famedio con altre insigni personalità milanesi.

 

Victor Vegan con Helen Stirland, pronipote di Kilpin

Victor continua: «Nel mio film “Da dove tutto ebbe inizio”, dedicato alle origini del calcio italiano, ho cercato di dare a Kilpin una gloria a tutto tondo, al di là del campanilismo.

Kilpin va amato per essere stato artefice e mito del calcio nelle due città, Torino e Milano.

Fu anche un grande amico di Enrico Canfari, co-fondatore dello Sport Club Juventus insieme al fratello Eugenio, tanto che lo raggiunse al Milan.

Ho scelto di farlo interpretare a Nicolò Maimone perché ho visto in lui una persona elegante e grintosa e insieme a lui ha coinvolto anche Luigi La Rocca, Pierangelo Brivio ed Enrico Tosi, esperti e tifosi del calcio vero a tinte rossonere».

Questa l’appassionata e condivisibile conclusione di Victor Vegan: «Ho chiesto all’ufficio della toponomastica di Torino di dedicare una targa a lui ma anche ad Edoardo Bosio, al duca degli Abruzzi, ad Adolf Jourdan, a Tom Gordon Savage e ad Adolf Jourdan, sia singola che cumulativa. Se fosse singola avrei pensato una targa del genere da apporre proprio in via Po 11. Possa Torino non dimenticarlo mai! Buon compleanno mito!».