di Milo Julini

Fu premiato dall’Imperatore Napoleone III nel 1865

Giovane di Pinerolo strappa una donna dalle grinfie di un orso inferocito

Fuggito dal Giardino zoologico di Parigi l’animale fece 45 morti e 287 feriti in piena Parigi

Presentiamo un foglio volante pubblicato a Parigi in lingua italiana nel lontano 1865. Non sappiamo in quale mese dell’anno avvenne l’episodio accaduto, come dice il titolo, “Il 6 dello scorso mese”.

Il testo racconta la fuga di un orso dallo Zoo parigino e il coraggio di un giovane piemontese, Luigi Sella di Pinerolo, che riuscì a salvare la zia dall’assalto dell’animale inferocito. Il testo della notizia è in italiano, forse tradotto a beneficio dei nostri emigrati in Francia.

IL GRAN FATTO

Successo in Parigi il 6 dello scorso mese

Qui si nota e si premia il coraggio

Di un giovane italiano

L’ingresso del Giardino delle Piante, in Parigi, dà libero l’accesso tre giorni della settimana a tutte le persone che siano decentemente vestite; in detto giorno appunto che i guardiani sogliono fare la polizia alle gabbie, e dare il nutrimento a tutta quella gran specie d’animali che colà sono raccolti; la folla dei curiosi stava ammucchiata in quel recinto spallandosi col correre ora ad una ed ora all’altra gabbia ove i diversi guardiani stavano, per l’ufficio loro, sulle bestie che ad ognuno veniva affidata, quando tutto ad un tratto si sentì un forte ululare, ed uno strepito impensato, tutta la folla rivoltando l’occhio a quella parte, vede che il guardiano nel prestare il cibo all’Orso Africano (Animale preso dai francesi nel 1834 nei deserti di Sahara) aveva impensatamente lasciata la porta della gabbia semi-aperta;

Stampa di Epinal del 1862 riferita al Jardin des Plantes

avvedutosi di ciò il feroce animale con un forte stratto troncò la catena che gli cingeva il collo, e più destro che non si credeva, usciva dalla gabbia con urli sì forti che facevano impaurire, e così cominciava a gran corsa a traversare il giardino facendo immenso danno, non risparmiando chiunque gli si imbatteva dinanzi lasciandoli così morti e feriti.

Sortito dal giardino si diede a percorrere varie vie della città non senza lasciare dietro di sé gran strage ma giunto nella contrada Sebastopol, via di numeroso concorso, colà la gente per la loro curiosità nell’udire quel continuo ululato si affollava sulla via che l’animale percorreva, ed inavvertenti si trovarono fra essi l’inferocito Orso che appagava la loro curiosità col fare di essi orribile strage; quasi cieco dalla ferocia si andava inoltrando nelle botteghe ove per la prima che era un negozio di drapperie vi lasciava morto un garzone ed una giovinetta di circa 13 anni, di lì entrava nella scuderia del gran Hòtel Bertrand da dove ne sortiva dopo aver ucciso lo stalliere ed un cavallo;


Stampa di Epinal del 1862 riferita al Jardin des Plantes

poscia entrato in un parco vi si trattenne circa 5 minuti, e poi saltò dal parco in una stradella che conduce nella via du Temple, via assai popolata, e colà fece più strage che prima, per la gran moltitudine che percorre la detta via; da questa traversò varie altre; e giunse finalmente alla Barriera de l’Etòile, e sulla piazza si trovò faccia a faccia ad una quantità di gente cha a tal vista si credette perduta; allora l’inferocito Orso gettandosi tra quella folla vi lasciava 27 morti e 213 feriti; proseguendo poi ciecamente entrava nel Caffè detto della Rose Blanche ove, trovata la padrona seduta accanto ad un Giovane Italiano, chiamato LUIGI SELLA di Pinerolo (Piemonte), suo nipote e giovane di negozio, si diede ad abbrancarla fra le unghie per farla vittima, ma il giovane intrepido non curando la sua vita e col massimo sangue freddo, strappò dalle grinfie dell’inferocito animale la sua zia e padrona rendendola alla vita.

Honoré Daumier, Le Dimanche au Jardin des Plantes, 1862

Fosse il coraggio del giovane, o fosse miracolo il fatto è che il feroce animale uscì dal caffè senza più fare alcun male; di lì corse sui baluardi della città ove fu ucciso a colpi di carabina dai Zuavi della Guardia Imperiale.

Due giorni dopo il fatto, l’Imperatore faceva chiamare il giovane ed in mezzo a gran moltitudine lo fregiava della medaglia al valore civile col premio di L. 250, e fra gli applausi di Viva l’Imperatore, Viva il giovane Italiano.

In questo fatto si contano 43 morti, e 287 feriti.

Paris Imprimerie Niberte 1865