di Redazione

Una nuova indagine di Giorgio Enrico Cavallo, studioso e appassionato ricercatore di cose piemontesi, svela aspetti poco noti o dimenticati del burattino simbolo del Piemonte: il libro “A la manera ‘d Gianduja”, scritto per i tipi dell’editrice “Il Punto-Piemonte in Bancarella”, narra sia la vicenda del Gianduja storico sia le interpretazioni successive della celebre maschera.

La prima sezione riguarda la nascita di Gianduja, tutt’altro che scontata o limitata al folklore paesano. Il libro ricostruisce con precisione la storia del personaggio, creato a Genova attorno al 1802 da Giovanni Battista Sales e Gioachino Bellone. Nel corso dell’Otto e del Novecento, alcuni narratori di aneddoti legarono Gianduja a Callianetto e descrissero Bellone come nativo di Racconigi.

Nessuno cercò mai né la data di nascita né quella di morte dei due burattinai, che forse per la prima volta vengono svelate in questo studio, rivelando definitivamente che tanto Sales quanto Bellone erano nativi di Torino. La sezione storica prosegue con l’evoluzione del personaggio, diventato simbolo (ad insaputa dei suoi creatori, ormai defunti) del Piemonte risorgimentale. 

Una seconda sezione descrive le grandi famiglie di marionettisti e burattinai ancora in attività che rappresentano le storie di Gianduja o che le hanno rappresentate: i Lupi, gli Niemen e i Grilli. Interviste agli artisti permettono di conoscere più da vicino l’arte del teatro di marionette e burattini

Una terza sezione illustra la storia delle associazioni storiche, l’Associassion Piemontèisa e la Famija Turinèisa. In modo particolare, viene fornita l’unica intervista-biografia rilasciata da Andrea Flamini, storico Gianduja dell’Associassion Piemontèisa, che egli desiderava espandere e rendere un vero libro incentrato sulla sua figura.

Purtroppo, non fece in tempo e il libro pubblicato rivela particolari poco noti della vita di Flamini, che fu un protagonista del folklore ma anche un portavoce della piemontesità nel mondo: mantenne contatti strettissimi con i piemontesi di Argentina e Brasile e si sentì “investito” del ruolo di rappresentante del Piemonte. Il volume è arricchito da decine di immagini d’epoca, molte delle quali inedite.

Giorgio Enrico Cavallo, classe 1989, è un giornalista che nutre una viva passione per il Piemonte e per la ricerca storica. Un suo particolare interesse è legato al mondo delle tradizioni e della lingua piemontese. Tra i suoi titoli, Gaetano Pugnani e i musicisti della corte sabauda del XVIII secolo (2015), La tirannia della libertà: il Piemonte dai Savoia a Napoleone (2016), Ladri di cioccolato ed altre storie giudiziarie (2018, con M. Julini) e Storia della Rivoluzione italiana (2019).