Prosegue dalla prima parte il racconto che ripercorre i travagli burocratici e le discussioni che hanno accompagnato la realizzazione progettuale della monumentale fontana Angelica di Torino, voluta dal munifico conte Paolo Bajnotti e ideata dallo scultore Giovanni Riva

di Milo Julini

A dicembre, quando si stanno ancora esaminando i progetti presentati, La Stampa si fa portavoce di quelle che definisce «le prime querimonie».

Veduta notturna della fontana Angelica illuminata – foto di Alberto Chinaglia

«Le fontane a Torino non hanno fortuna. Fanno scorrere polemiche e critiche più della loro acqua. Tutti ricordiamo il plebiscito di riprovazioni a cui diede luogo la fontana di via XX Settembre.

La progettata monumentale fontana Angelica apre oggi, anche lei, altre discussioni. La spesa di 200 mila lire sembra impari, e si teme che il Municipio (non è il primo caso) debba intervenire con una ulteriore somma a integrare il primo stanziamento del defunto Bainotti. In tal modo la defunta signora avrebbe l’omaggio del marito e del municipio di Torino.

E ci sono anche critiche d’altro genere. Si osserva che con 200.000 lire (cioè, con una miseria dato il cambio), qualsiasi americano o italiano d’oltr’alpi può pigliarsi il gusto di erigere un monumento alla memoria di un suo caro in qualsiasi piazza di Torino. Così, oggi, avremo la fontana Angelica (che era il nome della signora Bainotti), domani un altro ricco con 200 mila lire erigerà una fontana, o qualche altra cosa monumentale pel figlio, per la suocera; e avremo la fontana Euridice, la fontana Eufrosia, ecc., ecc. Qualcuno aggiunge che ci sono giovani morti lassù nel Trentino e sul Carso, e sepolti in poveri cimiteri di montagna, sperduti, ignoti… Vuol dire che non hanno parenti facoltosi, che allora il loro nome potrebbe essere eternato magari in piazza S. Carlo senza eccessiva spesa e con tutta l’apparenza di fare del mecenatismo… Come abbiamo detto, sono critiche e le riferiamo».

Il giornale riporta anche le «osservazioni di carattere tecnico» riviste da una «persona pratica di costruzioni» che con antipatico tono saccente si parla addosso per dire in sostanza che le 200 mila lire stanziate sono troppo poche per poter realizzare concretamente una fontana monumentale (La Stampa, 9 dicembre 1920).

L’affidamento per la realizzazione della Fontana allo scultore Giovanni Riva avviene a seguito di tre successivi concorsi banditi tra il 1920 e il 1921, due dei quali si concludono senza vincitore.

La Giuria del terzo Concorso, costituita dagli stessi componenti della Commissione, individua come progetto da portare alla realizzazione il bozzetto di Giovanni Riva ‘Stagioni’ invitando l’autore ad elaborare il progetto in forma definitiva dal punto di vista architettonico.

Il 31 dicembre 1921, con il parere favorevole della Commissione, la Giunta approva definitivamente l’opera.

Nel febbraio del 1922 il Consiglio Comunale approva l’affidamento a Giovanni Riva e autorizza la realizzazione delle opere per una spesa a corpo di 200.000 lire da riconoscere allo scultore per il progetto e la realizzazione della Fontana, e di 170.000 lire per le opere da realizzarsi a cura del Comune. Le somme vengono prelevate dal lascito Bajnotti.

Dettaglio dei giochi d’acqua in notturna – foto di Paolo Barosso

La Stampa dell’8 marzo 1922 informa i lettori che il progetto del giovane scultore torinese Giovanni Riva – che vanta già un consistente curriculum esposto dal giornale – è dedicato alle Stagioni. Riva è giunto a questo tema dopo aver proposto anche quattro statue raffiguranti le Virtù.

Riva ha anche presentato un secondo progetto, dal titolo “Acqua e canzoni”, costituito da un girotondo di donne e putti.

Lo conosciamo grazie alla rivista mensile Emporium che nel numero di maggio pubblica la foto di questo bozzetto, molto apprezzato dal pubblico. Emporium è anche entusiasta del progetto vincitore: «Il lavoro è davvero geniale. Questa fontana sarà la seconda monumentale che si costruisce in Italia dopo quella dell’Esedra di Roma».

Per la realizzazione viene concesso allo scultore l’uso della palestra della Scuola Silvio Pellico in via Madama Cristina.

La tempistica prevedeva che le opere preparatorie terminassero entro aprile del 1923, perché a partire dal mese successivo Riva avrebbe dovuto iniziare a consegnare le prime parti della fontana.

I lavori preparatori iniziano il 14 marzo 1923 con opere correlate alla rimozione del monumento a Ettore De Sonnaz, ritenuta indispensabile per collocare lo sviluppo della Fontana.

Il monumento a Ettore De Sonnaz viene quindi ricollocato nel giardino della Cittadella dove dal 1873 si trovava anche il monumento a Giovanni Battista Cassinis. Viene invece mantenuto nella sua collocazione al centro dell’aiuola di Piazza Solferino il monumento equestre a Ferdinando di Savoia, Duca di Genova.

I tempi di realizzazione saranno in realtà molto diversi dalle previsioni e saranno prorogati con successive modifiche e integrazioni degli atti contrattuali.

I primi due gruppi scultorei ad essere realizzati sono l’Autunno e l’Inverno, entrambi datati 1926. Nell’aprile 1928 viene effettuata una prima prova del funzionamento della fontana con i due gruppi posati. Si tratta di una sorta di anteprima dell’inaugurazione poiché gli altri due gruppi scultorei, Primavera ed Estate, sono datati 1928 e 1929. Il 28 ottobre 1930 la Fontana Angelica viene ufficialmente inaugurata.

A conclusione dei lavori, la Città di Torino assegna a Giovanni Riva nel dicembre 1930 un premio speciale di 30.000 lire, ad integrazione degli accordi contrattuali, in relazione alla rilevanza dell’impegno artistico ed economico sostenuto dallo scultore durante gli 8 anni di realizzazione dell’opera.

Dettaglio dei gruppi scultorei – foto di Alberto Chinaglia

Si conclude così la nostra ricostruzione del lungo iter della realizzazione della Fontana Angelica.

Note bibliografiche

La “Fontana Angelica” in piazza Solferino, La Stampa 24 agosto 1920.

La fontana Angelica e le prime querimonie, La Stampa 9 dicembre 1920.

La Fontana Angelica sarà eseguita dallo scultore Riva, La Stampa 8 marzo 1922.

La Fontana Angelica di Torino, Emporium, vol. LV, n.329, maggio 1922.

Sito P.A.Pu.M. (Progetto Arte Pubblica e Monumenti) della Città di Torino.